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Così nascono i sottotitoli per i programmi televisivi

La produzione e la diffusione dei sottotitoli è un compito oneroso sia sotto il profilo dei costi sia sotto il profilo del personale. SWISS TXT, società affiliata della SRG, svolge questo compito per la SRG SSR da oltre 25 anni. Nella Svizzera italiana la sottotitolazione è iniziata nel 1987 e oggi è diventata un servizio completo per tutti quegli spettatori che possono seguire i programmi televisivi solo grazie all’aiuto dato dai sottotitoli.
 
Come nascono in realtà i sottotitoli? La televisione è costituita essenzialmente da due tipi di programmi: quelli messi in onda live (in diretta) e quelli registrati. La produzione dei sottotitoli è per entrambi i tipi di diffusione strettamente legata a quella del programma televisivo.
Programmi diffusi in diretta

Anche una trasmissione diffusa in diretta deve essere preparata minuziosamente. Ogni trasmissione ha un suo andamento, quindi una sua struttura, che determina cosa diffondere e quando. Molte trasmissioni in diretta hanno inoltre parti prodotte precedentemente sotto forma di incisioni o di passaggi di testi disponibili. Nella fase di preparazione di una trasmissione è compito del sottotitolatore responsabile fare ricorso alle necessarie informazioni relative alla trasmissione da sottotitolare.
 
Per il Telegiornale, per esempio, i giornalisti televisivi classificano i loro testi in base ad un cosiddetto sistema di redazione, al quale hanno accesso anche i sottotitolatori. Questi, però, non si limitano a copiare semplicemente i testi nel sistema di sottotitolazione, ma li correggono, li abbreviano e in parte li completano. Per alcune parti del programma, come le interviste con i corrispondenti, non è disponibile alcun testo. Qui entra in gioco il riconoscimento del parlato. I cosiddetti re-speaker ripetono il testo parlato in televisione, un computer trasforma i segnali acustici in parole che poi, tramite il sistema di sottotitolazione, vanno subito in onda.

 

Cos’è un re-speaker?


Un re-speaker è l‘operatore che ripete simultaneamente i testi parlati alla televisione. Con uno speciale programma informatico la sua voce può essere trasformata in parole e questi input vocali vengono a loro volta trasformati in testo. Per fare questo, però, il re-speaker deve avere la capacità di convertire immediatamente i testi parlati in frasi atte ad essere trasmesse per iscritto. Deve inoltre parlare in modo tale da essere capito dal programma informatico. SWISS TXT applica questa tecnica per le trasmissione in diretta. Contrariamente alla Gran Bretagna e alla Francia, noi non trasmettiamo i sottotitoli live parola per parola ma a blocchi, perché questa forma di presentazione è molto più leggibile. La grande maggioranza degli audiolesi accoglie con favore l’impiego di questa tecnica.
 
Con la tecnica del re-speaking possono facilmente verificarsi degli errori, poiché il linguaggio parlato è una faccenda complessa. Una correzione a posteriori comporterebbe un grosso ritardo, per cui vi rinunciamo. Nonostante le difficoltà, questa tecnica ha un grosso vantaggio, perché per la prima volta consente di sottotitolare trasmissioni in diretta ricche di testo.
 

Trasmissioni registrate


La maggior parte delle trasmissioni diffuse dalla televisione sono registrate, spesso anche quelle che danno al telespettatore l’impressione di essere in diretta. Contenuti di fiction, come film o rappresentazioni teatrali, sono praticamente sempre registrati.
Per queste trasmissioni un disponente organizza i nastri della trasmissione. Le trasmissioni sono in parte disponibili anche come file elettronici. Alcuni nastri sono disponibili già settimane prima della messa in onda, altri solo alcune ore prima. Dopo che il disponente ha approntato tecnicamente il nastro della trasmissione, deve far sì che al momento dell’arrivo del nastro sia disponibile un sottotitolatore che provveda alla sottotitolazione della trasmissione. La grande arte della sottotitolazione non consiste nel battere semplicemente sulla tastiera le frasi parlate e nel collocarle nella giusta posizione nel filmato. Il sottotitolatore deve essere in grado di convertire la parola parlata in un linguaggio comprensibile dagli audiolesi, abbreviandola in parte senza che vadano perse l’autenticità e la spontaneità della trasmissione. Il film viene poi riletto da un’altra persona che controlla se siano presenti eventuali errori o punti poco chiari.
 

Una sottotitolatrice al lavoro

Nella messa in onda la televisione emette impulsi elettrici che comunicano al sistema di sottotitolazione che la relativa trasmissione sta per essere diffusa. Il programma di sottotitolazione fornisce poi nel momento giusto i sottotitoli giusti. Finora questi impulsi venivano diffusi tramite il segnale Teletext. A medio termine la diffusione avverrà tramite il segnale di trasmissione digitale.
 
Può capitare che per errore dei sottotitoli già preparati non vengano diffusi. Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto al fatto che gli impulsi forniti dalla televisione vengono erogati in modo diverso da quanto concordato. Ciò capita, per esempio, quando la televisione riceve all’ultimo momento un nuovo nastro della trasmissione con un altro numero e non riesce a comunicarcelo in tempo. Grazie a controlli regolari cerchiamo di evitare errori di questo tipo, senza tuttavia poterli escludere del tutto.
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